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ECONOMIA: GUERRA E TASSE - 1 MARZO 1969


 U
na volta un mio amico, un famoso senatore degli Stati Uniti, mi spiegò uno dei modi in cui le principali potenze occidentali verranno sconfitte.

     Disse che le perdite monetarie provocate dalle “guerricciole” e dalle tasse in aumento, e dall’inflazione che da esse risultava, potevano essere sostenute solamente per pochi anni, dopo di che, a causa del crollo economico, poteva darsi che i comunisti avrebbero vinto, dopo tutto. Questo successe molti anni fa, nel 1955.

     Quando si dà un’occhiata alle riserve auree degli Stati Uniti che sono, al momento di questo articolo, in negativo di 21 miliardi, dopo essere scese rapidamente per 9 anni con una picchiata di 45 gradi, dal momento in cui erano arrivate a zero nel 1960 (secondo il rapporto del 17 feb. 69 dell’Istituto americano per le ricerche economiche di Boston), si può capire di che cosa stesse parlando questo senatore.

     La discesa ininterrotta pone il Fondo Monetario Internazionale in credito verso gli Stati Uniti di circa 39,7 miliardi di dollari in oro, il che viene compensato solo leggermente dai bilanci statunitensi.

     Strano a dirsi, secondo lo stesso rapporto, nel 1968 la produzione alimentare annuale degli Stati Uniti era del 3 per cento più alta dell’anno record 1967.

     Dal momento che i grandi banchieri sono anche ­ cosa strana ­ i direttori dei gruppi di copertura degli psichiatri, ci si accorge che non sempre hanno una buona predisposizione nei confronti dell’uomo, come potrebbero portarci a credere i funzionari dei loro giornali e delle loro catene di stampa.

     Fatto peculiare, la dottrina economica seguita dai governi occidentali negli ultimi venticinque anni è quella di Lord Keynes.* Il germe (o il batterio) delle teorie di Keynes (come mi fu insegnato con cura in una di quelle università che, dicono, non ho mai frequentato) è semplicemente questo: “Create domanda!”. Se si segue questo principio fino alla sua conclusione naturale, esso equivale a dire che la penuria produce prosperità (per chi?).

     Il “Fondo Monetario Internazionale” fu fondato da Lord Keynes e Harry Dexter White, famoso comunista.

     Pagando il Lend-Lease in oro senza mai richiedere ai cittadini statunitensi che anche il suo rimborso fosse in oro, si sta scavando la fossa per bene. Fra breve, i soldati degli Stati Uniti non avranno un paese economicamente stabile da sostenere. L’inflazione avrà spazzato via il dollaro col vento.

     Il debito con questi banchieri internazionali viene saldato con “tasse aumentate per stabilizzare la valuta”.

Economia: guerra e tasse continua...


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