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“Ma guarda un po’! Adesso, dopo che tutti gli archivi sono stati aperti, alfine sappiamo chi era il Nemico Pubblico N. 1...”

     In questo periodo un agente dell’FBI di nome Leon G. Tureau, si scontrò con una rete di spie naziste in America e pose fine alle sue attività, più o meno l’unica che il Ministero della Giustizia abbia mai catturato. Gli MI 5 inglesi la scoprirono e ne informarono l’FBI e Tureau ottenne l’incarico, e fece un buon lavoro. Questa era la rete Griebl-Voss-Hofman-Rumrich. Erano tutti collegati tra loro.

     Il Ministero della Giustizia immediatamente licenziò Tureau.

     Quando gliene venne chiesta la ragione, J. Edgar disse accigliandosi: “Ha scritto un libro sulla faccenda!”.

     Ma non era questa la ragione. La storia delle “dimissioni” si trova nel libro. Il licenziamento evidentemente ebbe luogo prima che lui lo scrivesse.

     Poi vennero portate alla luce notizie molto più sensazionali sul Ministero della Giustizia.

     Lo shock di Pearl Harbour e la “mancanza di preavviso” rappresentarono, dal giorno in cui si verificarono fino a poco tempo fa, un mistero per tutti gli addetti dei servizi segreti.

     Nella pubblicazione ufficiale del governo del Regno Unito The Double-Cross System in the War of 1939 to 1945 (“Il sistema del doppio gioco nella guerra dal 1939 al 1945”) e nel libro recentemente dato alla stampa Spy/Counterspy (“Spia-Controspia”) dall’asso britannico, l’agente Dusko Popov, viene rivelato che nell’AGOSTO del 1941, quattro mesi prima di Pearl Harbour, J.Edgar Hoover era personalmente al corrente, in modo completo e ufficiale, del progettato attacco giapponese su Pearl Harbour, e su come e quando sarebbe avvenuto, E NON AVVISÒ IL SUO GOVERNO.

     Non è necessario sottolineare quante vite ciò è costato o come abbia distrutto la flotta del Pacifico.

     Se si dà uno sguardo un po’ più approfondito a questo ministero e Hoover, il suo dio in tutto e per tutto, si scopre che l’FBI sapeva tutto su Lee Harvey Oswald. L’agente dell’FBI James P. Hosty, Jr., uno dei settantacinque impiegati in un ufficio dell’FBI di Dallas, aveva il dossier su di lui, sapeva che aveva tendenze omicide e che era vendicativo, sapeva che lavorava presso il deposito dei libri scolastici del Texas, sapeva che questo si trovava lungo il percorso del corteo del presidente John F. Kennedy e sapeva che Dallas era in fermento. Ma il Ministero della Giustizia non informò le guardie del corpo di Kennedy e nemmeno adempì all’obbligo, contenuto nel suo regolamento, di proteggere il presidente.

     E il 22 novembre 1963 il presidente John F. Kennedy fu brutalmente assassinato da Lee Harvey Oswald che sparava dal suo noto posto di lavoro.

     Poi, durante il resto degli anni Sessanta, il Ministero della Giustizia addirittura migliorò il suo sensazionale tasso criminale, aggiungendo crimine organizzato e droga ai malesseri nazionali.

     Le sue sezioni antitrust e antidroga chiaramente ignorarono i principali spacciatori di droga d’America, ovvero l’AMA e gli psichiatri di una sua sezione, l’APA, e se ne stettero a fischiettare mentre ai bambini, nelle scuole, venivano prescritte anfetamine e pillole per gettare le fondamenta di una cultura basata sulla droga.

     Fare incursioni senza mandato di perquisizione e sparare alla gente alla schiena, divennero cose all’ordine del giorno.

     Il Ministero della Giustizia si era spostato da fautore di catastrofe per omissione a vero e proprio creatore di caos.

ministero della giustizia contro gli americani continua...


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