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L’EVOLUZIONE DEL TOTALITARISMO - 25 NOVEMBRE 1969


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“Di tanto in tanto nella storia, piccoli gruppi con idee fisse si sono alleati tra loro sufficientemente da infiltrare la vita politica, economica e sociale della nazione, e, approfittando di qualche disastro generale, sono emersi all’improvviso come forza trionfante.
I loro veri obiettivi rimasero dissimulati fino all’ultimissimo momento, quando la popolazione all’improvviso si rese conto di essere oppressa da uomini con interessi privati, che occupano tutti i posti chiave e hanno in pugno tutte le forze militari.”

 I
l totalitarismo viene definito come “pertinente a un regime politico basato sulla subordinazione dell’individuo allo stato e sullo stretto controllo di tutti gli aspetti della vita e della capacità produttiva della nazione, specialmente con misure coercitive (come la censura ed il terrorismo)”.

     Il mondo ne ha avuto un esempio nella spietata crudeltà di molti despoti del passato e, nei tempi moderni, nella Germania di Hitler e nella Russia di Stalin.

     Poiché il totalitarismo è verosimilmente la forma di governo più detestata e quella più difficile da eliminare, si dovrebbe dedicare un po’ di attenzione al modo in cui il totalitarismo si evolve.

     Fondamentalmente la vita politica di una nazione è divisa in due tipi di gruppi.

     Il primo è il GRUPPO DI INTERESSE GENERALE. Questo è un gruppo numeroso e aperto, come nel caso di un partito politico o di un’associazione di insegnanti o di una chiesa. Ciò che li contraddistingue come gruppo di interesse GENERALE è che sostengono la parte che dicono di voler sostenere e fanno ciò che dicono di fare. Essi hanno delle convinzioni, si affannano qua e là, ma operano apertamente e la loro influenza è diretta e visibile.

     Poi c’è un altro tipo di gruppo. Questo può essere chiamato GRUPPO DI INTERESSE PRIVATO. Potrebbe anche venir chiamato gruppo con un interesse “nascosto”. È caratterizzato da alcune idee fisse mentre reclamizza qualcos’altro. È composto da fanatici che lavorano escludendo qualsiasi altro interesse, compreso il benessere di coloro che non sono “allineati” con le idee fisse di quel gruppo.

     Di solito non si ha fiducia in questi “gruppi di interesse privato”, perché non esprimono le loro vere intenzioni, mentre fanno accettare un’idea fissa coprendola con azioni spesso scaltre e propaganda.

     Il cittadino che all’improvviso viene a sapere che il Senatore Rutti in effetti era “una copertura” per gli interessi delle compagnie petrolifere o che il Ministro Ragli in realtà stava cercando di aumentare i profitti dell’industria bellica, rimane, come ogni buon cittadino che non sospetta nulla, di solito sgomentato quando “si scoprono gli altarini”.

     Le idee fisse di solito sono sepolte nella mente di una persona che, il più delle volte, è inconsapevole di ciò che sta alla base dei suoi pregiudizi e della repulsione che ha nei confronti di alcune cose. Allo stesso modo nelle grandi masse della società un “gruppo di interesse privato” è celato alla vista: si vedono solo le sue macchinazioni e le sue “informazioni” false, e sta a noi crederci, rifiutarle o non curarcene.

     Sospettare che il governo sia sempre più guidato da gruppi di interesse privato e sempre meno influenzato da gruppi di interesse generale, come partiti politici, o i gruppi con fini sociali pubblicizzati, è diventato un aspetto pratico dell’essere un cittadino dei tempi moderni. Quando sembra che le nazioni non siano guidate dal buon senso, il cittadino comincia a sospettare che “degli interessi privati” stiano alla base della politica del governo. Egli ha spesso completamente ragione nel dire che il cinismo ha sostituito il patriottismo nella maggioranza delle nazioni occidentali e leggiamo che i giorni dell’idealismo sono finiti.

     Infatti, si calcola che, anche nei momenti di difficoltà nazionale, solo circa l’otto percento della popolazione sia “allineato” con l’uno o l’altro tipo di gruppi di interesse privato.

     Il novantadue percento della popolazione, anche in un paese in cui è in corso un’insurrezione o una rivolta, non è per niente “allineato”. Altre valutazioni di tipo sociale e politico mostrano un “allineamento” persino minore.

     Perciò, che si parli di un interesse nascosto o celato nei confronti di tipi di pubblico specializzati, oppure nei confronti di petrolio o di ferrovie, i gruppi di interesse privato formano una minoranza molto piccola della popolazione, sia in tempo di pace che in tempo di guerra. La vasta maggioranza della gente si trova invischiata in scaltre affermazioni, in manovre e in “decisioni inevitabili” di una piccolissima cerchia di persone.

L’evoluzione del totalitarismo continua...



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